Pazienti con fibrillazione atriale che sviluppano sindrome coronarica acuta

30 SETTEMBRE 2021 / 30 MARZO 2022 
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RAZIONALE

Nei pazienti con Fibrillazione Atriale la comparsa di Sindrome Coronarica Acuta (SCA) o la necessità di angioplastica percutanea (PCI) è un’evenienza clinica comune, gravata da una significativa morbilità e mortalità. In questi pazienti si pone il dilemma clinico di quale sia la strategia antitrombotica più idonea da adottare. Infatti, in una tale scenario, si rendono necessarie contemporaneamente una terapia anticoagulante ed una antiaggregante, la cui combinazione e durata ottimale sono ancora oggetto di discussione. Sebbene infatti la somministrazione contemporanea di un farmaco anti-coagulante e di una duplice terapia antiaggregante (DAPT) (che rappresentano, rispettivamente, gli standard di cura per la prevenzione dell’ictus in corso di FA e per la cura delle SCA e la prevenzione di trombosi coronariche dopo PCI) sia teoricamente la combinazione terapeutica ideale, questa “triplice terapia” è gravata da un elevato rischio di emorragie maggiori, che impone una sua durata limitata e la ricerca di strategie terapeutiche alternative. Negli ultimi anni sono stati condotti diversi trials clinici, che hanno testato differenti strategie terapeutiche senza tuttavia dare risposte definitive. Il presente progetto formativo si pone l’obiettivo di fornire un approfondimento sul tema cercando di dare risposte ai quesiti clinici ancora irrisolti.

RELATORI

Furio Colivicchi, Roma
Sergio Leonardi
, Pavia
Giuseppe Musumeci
, Torino

PROGRAMMA

AUGUSTUS: dal disegno alle implicazioni per la pratica clinica
Sergio Leonardi

Cosa dicono i grandi trials clinici: lo studio WOEST, PIONEER AF-PCI, REDUAL-PCI
Giuseppe Musumeci

Come combinare anticoagulanti ed antiaggreganti nei pazienti con Sindrome Coronarica Acuta e Fibrillazione atriale
Furio Colivicchi

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